27 feb 2008
Corsi e ricorsi, quale scelta per l'elettorato mirabellese...
Il 13 e 14 aprile, l’elettorato mirabellese sarà chiamato ad esprimere il proprio consenso per le elezioni Politiche e per le Amministrative Regionali, tre schede per la popolazione superiore ai 25 anni, Camera, Senato e Parlamento Regionale, due per la fascia d’età 18-25 anni.
Sulle schede elettorali delle politiche ognuno di noi potrà farsi un’idea chiara a cui dare il proprio consenso, ad oggi, ma il panorama potrebbe cambiare nei prossimi giorni se si definiscono altri apparentamenti, l’intero schieramento è così riassunto, PDL - Berlusconi, PD - Veltroni, Sinistra Arcobaleno - Bertinotti, la Destra - Santanchè, I Socialisti - Boselli, UDC - Casini, Rosa Bianca - Tabacci, UDEUR - Mastella, qualcosa potrebbe succedere tra i centristi che non hanno aderito al popolo delle libertà, come si aspetta una decisione definitiva tra il PD e i socialisti, per il resto il panorama politico non dovrebbe più cambiare.
Sulla scheda elettorale per il rinnovo del Presidente e del Parlamento Regionale ancora nulla di certo, visto che l’UDC è assieme al PDL e la lista Arcobaleno assieme al PD, ancora qualche giorno per la decisione della Destra siciliana e da decidere se il PDL si presenterà compatto o se Forza Italia e AN andranno con liste separate, l’unica certezza ad oggi sono i candidati alla Presidenza Finocchiaro e Lombardo, si vota con il proporzionale e la preferenza.
Sin qui nulla di particolare, cose risapute, ma per i mirabellesi le cose potrebbero essere ancora più complicate nell’esprimere il proprio consenso per la carica di presidente della regione Sicilia, appena 8 mesi fa, durante le elezioni amministrative, i sostenitori e i dirigenti del Partito Democratico locale erano con Lombardo, mentre noi di Alleanza Nazionale eravamo contro.
La domanda che faccio e che mi faccio, avranno dei risvolti politici le posizioni assunte dai partiti locali durante le elezioni amministrative e che tipo di campagna elettorale fare?
Mi viene difficile pensare che i dirigenti locali del Partito Democratico possono seguire le indicazioni dei propri leader sul Cuffarismo=Lombardo, visto che pochissimo tempo fa, applaudivano le sortite del presidente Lombardo, del vice presidente della regione Lenza, e di tutta la forza dell’MPA sfoggiata con i suoi deputati regionali e nazionali, Lombardo A., Enzo Oliva e così via, tutti assieme felici di essere il laboratorio politico di quello che sarebbe potuto succedere da lì a poco, un accordo tra PD e MPA, non sto qui a riportare le dichiarazioni dei responsabili di partito di quei mesi, mi basta solo dire che ancora oggi in Consiglio Comunale il gruppo Uniti per Crescere è formato da due consiglieri del PD e due dell’MPA e che quest’ultimo partito è forza di opposizione dell’Amministrazione Comunale guidata da Enzo Marchingiglio che sostengo.
La politica a volte fa questi brutti scherzi, non si finisce mai di imparare, ma le prese di posizioni forti pesano come macigni sulla condotta coerente dell’azione politica di ognuno di noi.
Il cuore mi porta a dire, visto quello è successo poco tempo addietro, il centro-sinistra locale appoggia Lombardo, il centro-destra la Finocchiaro, ma la ragione che le decisioni non saranno assolutamente queste.
Personalmente nei comizi non ho mai attaccato il modo di amministrare del Presidente Lombardo, anche perché Mirabella ha avuto per cinque anni un assessore nella sua giunta, ma la sua scelta politica di allearsi con le forze politiche del centro-sinistra locale che nei cinque anni passati avevano rovinato il nostro Ente, io non rinnego niente, io non dimentico niente.
Un politico non può essere un buon amministratore se sta con me e un delinquente se sta contro di me, Cuffaro non può essere colluso con la mafia se leader di centro-destra mentre se sta con il centro-sinistra è un buon amministratore, Lombardo non può essere uguale a Cuffaro se nel centro-destra mentre è un grande Presidente se sta con il centro-sinistra, sono stanco di questo moralismo assoluto e demagogico dei politici del centro sinistra, la morale e l’etica non possono avere una colorazione politica, non possono essere solo di una parte politica.
Aspettiamo i programmi elettorali per approfondirli perché su di essi si scommette il nostro futuro, sentiremo parlare di bene delle collettività, di rilancio della Sicilia, di migliorare le condizioni del nostro territorio, ma guarderò alla sostanza e non m’interesseranno le chiacchiere.
Gli elettori mirabellesi capiranno tutti questi movimenti?, capiranno le decisioni che la classe dirigente dei partiti locali prenderà sull’elezione regionale?, agiranno con la ragione o con il cuore?, vedremo nei prossimi giorni l’evolversi della situazione e l’inizio della campagna elettorale.
26 feb 2008
Dalla rivoluzione alla sceneggiata siciliana
La Sicilia, come sempre, gioca un ruolo importantissimo nella composizione del Parlamento italiano, l’attuale legge elettorale con il premio di maggioranza regionale al Senato della Repubblica, ha determinato scelte incoerenti rispetto alle decisioni nazionali, dalla parola d’ordine “vado solo” alla ricomposizione dei due ex schieramenti Casa delle Libertà e Unione.
Se a livello nazionale si va verso dei raggruppamenti che promettono di organizzarsi in partiti, a livello regionale tutto viene stravolto e sia centro-destra che centro-sinistra decidono su due candidati unici Raffaele Lombardo e Anna Finocchiaro.
La Sicilia, con risorse notevoli da un punto di vista energetico e turistico, viene considerata ancora oggi una “Questione”, questo a dimostrazione che al nostro peso elettorale non è mai corrisposto un adeguato sviluppo economico, e che la culla degli esperimenti politici ha rappresentato sempre un esclusivo serbatoio di voti per i poteri romani.
Le speculazioni politiche, quindi, vanno evitate, poiché storicamente la nostra Regione è stata amministrata da tutti, tutti colpevoli dello stato nord-africano della nostra isola, nessuno può presentarsi come novità e nessuno è immune da colpe, ad esempio oggi il centro-sinistra parla del cosiddetto “Cuffarismo” dimenticando che Cuffaro inizia la sua ascesa politica proprio con questo schieramento, quando il governatore regionale era l’On. Capodicasa esponente di rilievo del partito democratico regionale, Cuffaro ricopre per la prima volta il ruolo di Assessore Regionale all’Agricoltura.
Forti dell’autonomia regionale, lo statuto siciliano è un esempio da studiare, le forze politiche locali fanno dell’autonomia un caposaldo della campagna elettorale, ma “l’autonomia malata” ci fa assistere all’ennesima sceneggiata siciliana, le candidature sono state decise a Roma dalle segreterie di partito, e tutto nell’ottica del peso elettorale decisivo per le elezioni politiche.
Il PD che rinnega la sinistra radicale, cercando di far dimenticare in fretta e furia il governo Prodi, a livello regionale si allea con la Sinistra Arcobaleno, il PDL che non ha chiuso l’accordo con l’UDC e con la Destra, a livello regionale appoggia un candidato MPA e UDC, (la Destra deciderà a giorni), il tutto innescando molta confusione nell’elettorato siciliano, facendo aumentare la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Non è mia intenzione chiudere il pensiero con frasi fatte tipo potenziamo il turismo, investiamo sulla ricerca, snelliamo la burocrazia, eliminiamo l’assistenzialismo che mi sanno tanto di campagna elettorale, non bisogna parlare di sogno, affrontiamo la realtà, con la speranza che chiunque sia il prossimo o la prossima governatore regionale affronti seriamente le problematiche enormi della Sicilia, gli ultimi investimenti europei si avranno dal 2007 - 2013, se perdiamo questo ulteriore treno è la fine.
Attenderò impaziente i progetti - programmi dei due candidati, per decidere con chi schierarmi e chi appoggiare in campagna elettorale, qui non è una questione ideologica, qui ne vale del futuro dei siciliani, cercando di non assistere all’ennesima sceneggiata, ma nella speranza di un vero cambiamento.
22 feb 2008
Due grossi risultati, ma non bastano

Creare in Italia un bipartitismo sul modello delle più avanzate democrazie del mondo, non rendendo indispensabile i partitini dei veti, e la cessazione del vituperio verso gli avversari politici, non più considerati nemici.
Queste le due novità di sostanza che rappresentano un primo passo verso la fine della seconda Repubblica che non ha certo brillato per la fattività politica. La nascita di due grossi blocchi che chiedono al cittadino un voto su un programma omogeneo, coeso e chiaro può definitivamente far fare il salto di qualità alla politica italiana, tutto questo, però va scritto in una riforma Costituzionale del nostro paese senza la quale gli sforzi fatti sino ad oggi potrebbero rimanere inconcludenti e possono presentarsi come opportunismo elettorale.
Una riforma Costituzionale che dia al Presidente del Consiglio, poteri decisionali forti che abbia il potere di nomina e revoca dei ministri, la squadra di governo va presentata anticipatamente ai cittadini, ogni candidato Premier o Presidente della Regione e quant’altro deve presentare la propria squadra il giorno delle primarie, primarie istituite per legge, un anno prima della scadenza elettorale.
Questo permetterà di decidere se lo schieramento deve essere guidato da un leader di Destra o di Centro, di Sinistra o di Centro, senza veti, nella massima democraticità, con l’Election Day a sancire la nascita dei governi centrali e periferici, ogni cinque anni.
Per arrivare a questo risultato Veltroni e Berlusconi stanno ponendo dei veti alle forze politiche che potrebbero creare problemi nella governabilità, anche questo aspetto fastidioso, per carità, va superato poiché ad esempio se il cittadino vorrà un leader di Destra alla guida del Popolo delle Libertà, attraverso le primarie potrà sceglierlo, quindi anche credendo nelle identità posso definirmi grande sostenitore del bipolarismo puro.
Riduzione dei parlamentari a 500 e il potere di legiferazione ad una sola camera, quella dei deputati, per rendere più snella e fattiva la burocrazia parlamentare.
I Parlamentari possono rappresentarci per un massimo di due legislature, in modo da consentire un rinnovo della classe dirigente costante, abbassando anche l’età dei nostri rappresentanti, l’istituzione di un documento etico e morale che possa per legge eliminare la presenza di condannati all’interno delle nostre istituzioni.
Cambiare il sistema di nomina dei cosiddetti “sotto governi” eliminando gli enti inutili, consentendo una taglio della spesa pubblica notevole, fondi che vanno investiti sulla ricerca e sullo sviluppo di nuove tecnologie che possano risolvere definitivamente i nostri problemi strutturali, senza dimenticare l’abbassamento delle tasse e la capacità d’acquisto dei salari.
La frammentazione politica allontana il cittadino dalle istituzioni, una riforma costituzionale in tal senso dovrebbe consentire un rapporto diretto tra cittadino e rappresentante parlamentare, attraverso internet si potrebbe interloquire costantemente con il proprio rappresentante, in un salto culturale necessario per cambiare l’Italia.
Sono un forte fautore del partito unico, dicevo, ma senza l’introduzione dei suddetti cambiamenti rimaniamo ancorati a quello che possiamo definire il Sistema Italia fatto sempre di mezze misure, un sistema dove i compromessi politici rischiamo di trasformare la democrazia parlamentare in una democrazia malata dove decidono in pochi.
Consiglio di non sottovalutare la forte ondata di antipolitica presente oggi in Italia, la grande difficoltà finanziaria delle famiglie, i poteri della cosiddetta “Casta”, l’impossibilità di effettuare scelte importanti rischia di rendere poco credibile la politica italiana.
Colgo di buon grado i primi risultati di questa competizione elettorale, ma non dimentichiamo che è un primo tassello di un puzzle molto complicato che va semplificato, solo così l’Italia potrà avere una credibilità internazionale e rilanciarsi anche da un punto di vista economico.
Iscriviti a:
Post (Atom)